Altre Spigolature

gratuitopatrocinio_FotorTraendo spunto da talune brevi considerazioni, già svolte in precedenza, in tema di riforma della giustizia, ed affrontando tale argomento dal basso, per così dire, uno dei punti che, a parere di chi scrive, meriterebbe un dibattito riformista é da individuare nel sistema, maggiormente incisivo in ambito penale, del patrocinio dei non abbienti a carico dello Stato.

In sintesi, come é comune conoscenza degli operatori, la legge di riferimento consente all’imputato che rientri nei parametri reddituali per tempo vigenti, di scegliere e nominare, con la più ampia autonomia, il proprio difensore, i compensi del quale saranno posti a carico dell’erario, se pur con le riduzioni prescritte nella norma.

Vi sono studi statistici che acclarano come, mediante tale meccanismo, lo stato sostenga annualmente dei costi estremamente significativi, i cui speculari profitti ridondano a vantaggio di un numero di difensori più limitato rispetto alla generalità dei professionisti esercitanti l’attività forense.

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Ius Tortum: La dignità dell’Uomo e Aristotele

AristoteleIUS TORTUM trae le sue origini da una disimpegnata conversazione avvenuta tra i valorosi compagni di cordata intorno alla fine dell’estate del 2014.

La conversazione, da disimpegnata, si è diversamente evoluta quando, come spesso capita, ci si confronta sulle esigenze che il cittadino rappresenta al primo front office della giustizia: il proprio procuratore di fiducia.

In particolare, partendo da casi reali, che riguardano ingiustizie, più o meno definitive, subite da cittadini della Repubblica per le condotte compiute da altri cittadini, siano essi appartenenti al mondo della malavita, siano essi cittadini appartenenti ad alcuni salotti buoni, professionisti di varia estrazione che mettono le proprie conoscenze a disposizione di se stessi o dei propri clienti a ovvi fini di lucro ed in barba ai giuramenti di fedeltà prestati, orbene, tutte le su descritte condotte sfruttano un sistema giustizia (IUS) che tuttavia non riesce a dare risposte e pertanto si trasforma in denegata giustizia (TORTUM). Ma, si badi bene, spesso nel pieno formale rispetto delle regole processuali, penali ma soprattutto civili.

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Spigolature

detenzioneCome é noto, da anni si discute nelle più disparate sedi, più o meno istituzionali, e con diversi livelli di approccio culturale, anche correlati ai più variegati profili ideologici, di una riforma della giustizia, che sia utile ed idonea a risolvere, se non tutti, almeno taluni dei più significativi dei problemi che inficiano il funzionamento dell’amministrazione giudiziaria, nel quale, concordemente, si ravvisa uno dei principali ostacoli alla soluzione dei numerosi problemi che affliggono il Paese.

Suscita, però, non poca perplessità la circostanza che, anche tra i più qualificati ed insospettabili, di partigianeria, personaggi che si sono espressi sull’argomento, vengono poste sul tappeto questioni di fondo, che coinvolgono i massimi sistemi, negligendo, invece, al contrario, ed incomprensibilmente, talune questioni, che, all’apparenza minimali o di dettaglio, sarebbero, in ogni caso, funzionali a rimuovere alcuni di quegli ostacoli, che, come detto, afferendo ad aspetti sistemici, sono di ben più gravosa disamina, e che, proprio per ciò, come é regola in Italia, non verranno, di fatto, mai affrontati seriamente ed in radice.

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Saggezza antica: Il Codice di Hammurabi

Intorno al 1800 a.C. il Re babilonese Hammurabi era riuscito a creare un vasto regno, al cui interno però ogni città conservava la propria lingua, cultura e tradizione.

Per cercare di unificare quelle genti così diverse il sovrano introdusse una raccolta di leggi scritte, conosciute come il “Codice di Hammurabi”.

Egli raccolse tutte le leggi tradizionali del suo popolo, che fino a quel momento erano tramandate oralmente, e le fece incidere su grandi lastre di pietra che furono affisse in ogni città. Continua a leggere “Saggezza antica: Il Codice di Hammurabi”

SI SEDES NON IS

A Roma, presso i giardini di Piazza Vittorio, si trova uno strano ed affascinante monumento: la “Porta Alchemica” (detta anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli), edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte (1614-1680), nella sua residenza, villa Palombara, sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino.

Per chi volesse saperne di più, basta fare una ricerca su Google o andare su http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Alchemica.

Quello che qui ci interessa sottolinearvi è che tra gli innumerevoli simboli ed iscrizioni che si possono leggere sulla porta, ve n’è una che da sempre ci ha affascinato e che, in un qualche modo, è diventata la fonte ispiratrice dei fondatori di questo blog. Ci riferiamo all’epigrafe “SI SEDES NON IS” che si trova sulla soglia della Porta. Continua a leggere “SI SEDES NON IS”