Traendo spunto da talune brevi considerazioni, già svolte in precedenza, in tema di riforma della giustizia, ed affrontando tale argomento dal basso, per così dire, uno dei punti che, a parere di chi scrive, meriterebbe un dibattito riformista é da individuare nel sistema, maggiormente incisivo in ambito penale, del patrocinio dei non abbienti a carico dello Stato.
In sintesi, come é comune conoscenza degli operatori, la legge di riferimento consente all’imputato che rientri nei parametri reddituali per tempo vigenti, di scegliere e nominare, con la più ampia autonomia, il proprio difensore, i compensi del quale saranno posti a carico dell’erario, se pur con le riduzioni prescritte nella norma.
Vi sono studi statistici che acclarano come, mediante tale meccanismo, lo stato sostenga annualmente dei costi estremamente significativi, i cui speculari profitti ridondano a vantaggio di un numero di difensori più limitato rispetto alla generalità dei professionisti esercitanti l’attività forense.


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